“Giro nonni” e “A spasso con i nonni”

I progetti

Il servizio del “giro nonni” è nato concretamente nel 2001 perché era diventato sempre più necessario intervenire per sopperire ad un bisogno primario, come quello del cibo, per le persone anziane che vivevano in condizione di solitudine. Negli anni è stato creato un ulteriore progetto denominato “a spasso con i nonni” che ha lo scopo di intervenire nel caso in cui ci siano mancanze di tipo umano e affettivo. Le visite domiciliari si sono rese necessarie per ovviare a problemi relativi agli spostamenti dei singoli anziani, dato che nella maggior parte dei casi, questi sono completamente soli e quando non lo sono, hanno i figli che vivono a svariati chilometri di distanza.
Le problematiche più riscontrate sono (per entrambi i progetti) la solitudine, la difficoltà economica e in alcuni casi, la difficoltà nell’essere fisicamente autonomi.

I dati

Il “giro nonni” è interamente basato sul volontariato, infatti, tutti i giorni ci sono dei volontari che offrono il loro tempo libero e si dedicano alla preparazione e alla consegna stessa dei pasti. Questo servizio ha inizio tutti i giorni alle ore 9.00, i pasti vengono riposti in appositi contenitori termicamente isolati, e alle 10.30 quattro automobili partono dalla Caritas per iniziare le consegne. Negli anni purtroppo c’è stato un incremento di richieste e di conseguenza di interventi realizzati, infatti in poco tempo si è passati dal dover utilizzare tre macchine, a quattro, per poter raggiungere anche gli anziani più in periferia.Le persone servite dai pasti nel 2018 sono state 54, di cui 30 uomini (25 over 65 e 5 under) e 24 donne (di cui 22 over 65 e 2 under), nel progetto delle visite domiciliari invece, sono state raggiunte 6 persone, tutte sopra i 65 anni.

I volontari e i giovani

Il servizio di visite domiciliari, invece, si sviluppa prevalentemente nelle ore pomeridiane, a partire dalle ore 15 circa, i volontari in Servizio Civile insieme ad alcuni volontari giovani (prevalentemente studenti del liceo), si recano a casa degli anziani per tenere loro compagnia.
Per quanto riguarda la consegna dei pasti a domicilio, i volontari sono per lo più persone in pensione che dedicano al prossimo delle ore durante la settimana, nei fine settimana invece l’età media dei volontari si abbassa leggermente, dato che a prestare servizio sono per lo più lavoratori e giovani adulti.
Quest’anno i volontari giovani che hanno prestato servizio nei due progetti, sono due studentesse, la più giovane delle due frequenta il quarto anno del liceo, la seconda invece fa il primo anno di Università.
Ciò che colpisce, è il modo in cui i giovani si rapportano con gli anziani coinvolti nei due servizi, infatti, nonostante la differenza generazionale, c’è un’ottima interazione, un bel confronto ed una grande propensione al dialogo. I ragazzi vedono nei “nonni” la conoscenza del “tempo che fu”, e gli anziani vedono in loro “una speranza per le generazioni future”, ed è proprio questo a far si che i rapporti si mantengano ottimi.